The now trend: Innovative Layering

The stranger the better. But even better when the stranger gets normal. So, you’d better learn quickly since all this story about layering is getting pleasantly serious this season.
In the season of missing mid seasons, the only certainty left is the several layers of clothing that, as a strict grandma’s diktat, is strongly coming back in closets but even on most catwalks. Layers on layers randomly put together that unveil an anything but improvised style. On the contrary, it’s rather studied with detail rigor which leaves nothing to chance.

Famolo strano. E poi facciamolo diventare normale. Se il detto “impara l’arte e mettila da parte” è vero, qui urge imparare alla svelta, perché tutta questa faccenda dello smart layering si sta facendo piacevolmente interessante alla velocità della luce. Nella stagione delle mezze stagioni che non ci sono più, l’unica certezza che rimane è l’abbigliamento a cipolla che, come il più ferreo diktat della nonna, torna di prepotenza non solo nel guardaroba ma anche in passerella. Strati su strati apparentemente posizionati a casaccio che svelano uno stile tutt’altro che improvvisato. Piuttosto studiato, al contrario, con precisione del dettaglio che al caso alla fine non lascia niente.

Dries Van Noten
Indeed, the ultimate goal is to give a relaxed and fake-shabby impression, with an unparalleled wow-effect. The good thing of all this is that all would be copacetic: there are no rules and everything is great with everything. A jacket over another jacket and coats on overalls during colder and rainy spring days. Dresses lay on trousers and mini lengths cover maxi ones, in an unprecedented work of erase and rewind.

L’obiettivo finale, infatti, è dare un’impressione disinvolta e fintamente trasandata, con un effetto wow senza ritorno. Il bello del gioco è che tutto fa brodo: regole non ce ne sono e tutto si mette con tutto. La giacca sopra la giacca e i cappotti sopra i soprabiti nelle giornate più fredde o di pioggia. I vestiti si posano sopra i pantaloni e le lunghezze mini coprono quelle maxi, in un lavoro di erase and rewind senza precedenti.

N21

The most frequent and, maybe, the easiest match is the one with t-shirt, which goes with everything, above all with dresses. This is what street style likes the most, just like designers like Jacquemus, N°21, Rochas or Antony Vaccarello, for daily or evening looks that bring us back to Brenda, Dylan e Kelly in Beverly Hills 90210.

L’abbinamento più frequente e, forse, più facile è quello con la t-shirt, da mettere con tutto, soprattutto con i vestiti. Piace allo street style, ma anche ai designer come Jacquemus, N°21, Rochas o Antony Vaccarello, per look da giorno o da sera che riportano ai tempi di Brenda, Dylan e Kelly in Beverly Hills 90210.

Anthony Vaccarello

In raciest versions, tee shortens and becomes a sculptured micro top to be worn with any kind of knits (crew or turtleneck) in a sort of bra revolution (Dries Von Noten).
The most difficult challenge is the one about colors layer, where bulky prints are applied on bold and showy hues, perfectly successful if we think about those praised Gucci looks which knows anything about innovation.

In versione più spinta, la tee si accorcia per diventare un micro top scultoreo da applicare sopra ogni genere di maglieria (girocollo, dolcevita), in una sorta di bra revolution (Dries Von Noten).
L’impresa forse più difficile sta nella sovrapposizione di colori, dove le stampe ingombranti sono applicate sopra tinte forti e vistose, perfettamente riuscito se pensiamo ai look tanto acclamati di Gucci che di innovazione ne sa qualcosa.

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