LOOK FORWARD: SS 16 IS HERE!

Haider Ackermann

Fashion month ended, which for the experts mean apnea long 30 days, a storm of input from every sides from which to try to draw any meaningful conclusions.

It’s time to put in order the ideas, with the most classic fashion conceptions: trends.

A sort of bet we do every few months, guessing (very often) you’ll want to wear.

Vertical Stripes

Ok, it’s summer, the stripes in summer are a must and more obvious that there. Probably from the days when you went to kindergarten. But for next spring-summer lines spilled, verticalized rather. Very often multicolored, with a dynamic effect that there tickles the purchase. A trend that catches the eye especially Prada, in which the lines in pastel shades fortify austere suit. Chloé pattern enhances graceful dresses with narrow straps, and is already smell of drink on the beach. Gucci, is full of inspiration and in this show we also find vertical lines. Pop up throughout fortifying-decorated outfits. Stella McCartney adopts a ploy level, a pleated bicolor: the effect is dynamic and lightweight. Best seller guaranteed.

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Ruffles

Ruffles, or to use the French: volant. Forget the male rigor of last season, the tom boy girls. Next season we will have the bully back of frou frou, in delicate key and sometimes deconstructed. In the case of Marques Almeida, the use of rouges sharp cut is completed, giving a touch of romance, in dramatic end. Balmain exudes glamor, ruffles on the pants for the ultimate collection of Olivier Rousteing.

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Old vs Young

If last season we reflected on gender theory, the next we will focus on age. It looks like a generational struggle, from Gucci where super cool grannies marched, followed closely the tattooed ladies of Dries Van Noten and even Margiela saves on the topic, with dreamlike lady with big hair. On the other side are the forever young, led by Massimo Giorgetti inspired by young skater from California, here sneakers and longboard under arm are mandatory. The Louis Vuitton show is enlightening, young punks -with strong Japanese references- challenge the generation gap between buyer of the brand. Chanel too, hard blink to the new generation.

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Tribe

The crew/tribe is a concept that is becoming more arrogant in the fashion world. As if buying a brand has crossed the mere concept of style, to rise up to the membership of a group. The reflections in this field are numerous, on the one hand the fall of the principles: do not belong to a group for healthy ideals, but only for a choice and purchasing power. On the other hand this dynamic, if used wisely, is a bomb for branding. If we talk of tribe, the first reference is only right for Valentino. Maria Grazia Chiuri and Pier Paolo Piccioli have inherited the legacy of the brand now many season and every show are able to enhance the heritage, this time in the key post colonial. If, however, we must turn to the world of underground subcultures we must mention Vetements, a creative experiment that is making breathing air of innovation in the French capital. As Rick Owens, who meets those buyers niche supporting him always, even in the most weird choices.

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Unreal

The latest trend for this season is that of surrealism, those shows that have managed to catapult us into a parallel dimension, almost dreamlike. The first is undoubtedly Jacquemus, a white horse, and the decomposition of a male dress were carriers of this sensory experience. A stylistic trip, dramatic and passionate. Anrealage amazed us with clothes and hologram..ready for Mars? In some compositions we noticed strong quotes to Comme Des Garcon, founder of the surrealist, always. Works of art purchased. Rick Owens caused crowds with backpack human moments of confusion that resulted in a long applause. To conclude..what about Givenchy? Ethereal Goddes marched with a sculptural make up, thanks to the art of Pat McGrath.

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A busy month, it launched new questions and inspirations.

Debuts lukewarm and new collaborations.

One above all: Demna Gvesalia at Balenciaga.

Are you ready for the next fashion week?

Versione Italiana

Si è appena concluso il mese delle fashion week, che per gli addetti ai lavori significa un’apnea lunga 30 giorni. Un uragano di input da ogni lato, dal quale cercare di trarre delle conclusioni sensate.

È ora di mettere in ordine le idee, con la più classica delle concezioni modaiole: i trend.

Una sorta di scommessa che facciamo ogni pochi mesi, indovinando (molto spesso) quello che vorrete indossare.

Vertical Stripes

Ok, è estate, le righe d’estate sono uno dei must più ovvi che esistano. Probabilmente dai tempi in cui andavate all’asilo. Ma per la prossima primavera-estate le righe si sono rovesciate, verticalizzate per meglio dire. Molto spesso multicolore, con un effetto dinamico che ci solletica l’acquisto. Un trend che salta all’occhio soprattutto da Prada, in cui le righe nei toni pastello fortificano tailleur austeri. Da Chloé il pattern valorizza leggiadri abiti dalle strette spalline, ed è già profumo di aperitivo in spiaggia. Gucci, pullula di ispirazioni e in questo show ritroviamo anche le righe verticali. Spuntano qua e là fortificando i decoratissimi outfit. Stella McCartney adotta un escamotage di livello, un plissettato bicolor: l’effetto è dinamico e leggero. Best seller garantito.

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Ruffles

Ruffles, o per dirla alla francese: i volant. Dimenticate le il rigore maschile delle scorse stagioni, le linee essenziali e le ragazze tom boy. La prossima stagione avremo il prepotente ritorno del frou frou, in chiave delicata e talvolta destrutturata. Nel caso di Marques Almeida, l’utilizzo delle rouges è completato a taglio vivo, dando un tocco di romanticismo, nell’accezione drammatica del termine. Balmain trasuda glamour, volant sui pantaloni per l’ultima collezione di Olivier Rousteing.

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Old vs Young

Se la scorsa stagione abbiamo riflettuto sulla teoria gender, la prossima ci concentreremo sull’età. Sembra una lotta generazionale, da Gucci in cui sfilato nonnine super cool, seguite a ruota della signore tatuate e bon ton di Dries Van Noten e nemmeno Margiela si risparmia sul tema, con oniriche lady dai capelli cotonati. Dall’altro lato ci sono i forever young, capitanati da Massimo Giorgetti che si ispira a giovani skater californiane, qui le sneakers e la longboard sotto braccio sono tassative. La sfilata di Louis Vuitton è illuminante, giovani punk -con forti richiami nipponici- sfidano il gap generazionale dell’acquirente medio del brand. Anche Chanel ha strizzato l’occhiolino alle nuove generazioni, cap glitterati spuntano qua e là.

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Tribe

Quello delle crew/tribe è un concetto che si fa sempre più prepotente nel mondo della moda. Come se l’acquisto di un brand abbia valicato il mero concetto di stile, fino ad innalzarsi all’appartenenza ad un gruppo. Le riflessioni in questo ambito sono numerosissime, da un lato la caduta dei principi: non si appartiene ad un gruppo per sani ideali, ma esclusivamente per una scelta e potere d’acquisto. D’altro canto questa dinamica, se usata saggiamente, è una bomba per il branding. Se parliamo di tribe, il primo riferimento doveroso è per Valentino. Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli hanno raccolto l’eredità del marchio ormai da molte stagione ed ogni show riescono ad esaltare l’heritage, questa volta in chiave post coloniale. Se invece dobbiamo rivolgerci al mondo delle subculture underground non possiamo non citare Vetements, un esperimento creativo che sta facendo respirare aria di innovazione nella capitale francese. Come Rick Owens, che soddisfa quegli acquirenti di nicchia che lo sostengono da sempre, anche nelle scelte più strambe.

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Unreal

L’ultimo trend per questa stagione è quello del surrealismo, quegli show che sono riusciti a catapultarci in una dimensione parallela, quasi onirica. Il primo è senza dubbio quello di Jacquemus, un cavallo bianco e la decomposizione di un abito maschile sono stati gli elementi portanti di questa esperienza sensitiva. Un viaggio stilistico, drammatico ed appassionante. Anrealage ci ha stupito con gli abiti ologramma e dinamici..pronti per Marte? In alcune composizioni abbiamo notato forti citazioni a Comme Des Garcons, capostipite delle matrice surrealista, da sempre. Opere d’arte acquistabili. Rick Owens ha provocato le folle con backpack umani, momenti di sconcerto che sono sfociati in un lungo applauso. Per concludere..come non citare Givenchy? Dee eteree hanno sfilato con un make up scultureo, grazie all’arte di Pat McGrath.

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Un mese intenso, che ci lancia nuovi interrogativi ed ispirazioni.

Debutti tiepidi e nuove collaborazioni.

Una su tutte: Demna Gvesalia da Balenciaga.

Siete già pronti per la prossima fashion week?

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