THE SHOWS’ REVOLUTION

The Shows Revolution

Some people identify as the biggest breakthrough of the century in the fashion world and someone else thinks it’s the simplest application of IWWIWWIWI theory (I want what I want when i want it) designed by the New York consultancy Open Mind Strategy.

C’è chi la identifica come la più grande svolta del secolo nel mondo della moda e chi pensa sia la più semplice applicazione della teoria IWWIWWIWI (I want what I want when I want it) pensata dalla New York consultancy Open Mind Strategy.

Cashmere and check for @Burberry 2016 Ben Gregory and Misha Hart shot by @MarioTestino in the new campaign

Una foto pubblicata da Burberry (@burberry) in data:

If you don’t what we are talking about, we explain it: Burberry, Vetements, Tom Ford and some other designers have announced that they will reduce the number of runway shows to two per year, men and women together, and propose items for the following season or better, for a panseasonal collection. Of course stores too. It isn’t the mere application of the saying “there are more between seasons”, but probably this choice will change fashion industry, from the production cycle, to purchases of buyers, especially with the use of social media and the way to buy for the final purchaser.

Se non avete la più pallida idea di cosa stiamo parlando ve lo spieghiamo brevemente: Burberry, Vetements, Tom Ford ed alcuni altri designer hanno annunciato che ridurranno il numero delle sfilate a due all’anno, uomo-donna assieme, e proporranno capi per la stagione immediatamente successiva o meglio, per una collezione panstagionale. Ovviamente con gli store fisici allineati, pochi minuti dopo la conclusione della sfilata.Non si tratta della mera applicazione del detto “non ci sono più le mezze stagioni”, ma di una scelta probabilmente epocale che cambierà il fashion system, dal ciclo produttivo, agli acquisti dei buyer, all’utilizzo del social media e – soprattutto – il modo di comprare dell’acquirente finale.

  The last look. The @Burberry menswear show comes to a close with military inspired coats #LCM   Una foto pubblicata da Burberry (@burberry) in data:

All this is actually designed to preserve two figures: the creative team and the client. As for the designers stress to create six collections, always innovative, within a year became impossible and this has become more evident after the abandonment of Raf Simons at Dior or Alber Elbaz at Lanvin. Two collections are much more sustainable. But will the end user be bored while waiting? This is the main secret, read the needs of those who want to invest in the brand. Now the choice is the immediate availability because those six months of the submission sent to the marketing of the brand into oblivion infatuations happened at the show.

Tutto ciò in realtà è stato ideato per preservare due figure: il team creativo ed il cliente. Per quanto riguarda i designer lo stress di creare sei collezioni, sempre innovative, nell’arco di un anno è diventato improponibile e ciò è diventato più lampante dopo l’abbandono di Raf Simons da Dior o di Alber Elbaz da Lanvin. Due collezioni sono molto più sostenibili. Ma il cliente finale non sarà annoiato nell’attesa? Questo è l’arcano principale, leggere le necessità di chi vuole investire sul marchio. Al momento la scelta è la disponibilità immediata, perché quei sei mesi dalla presentazione alla commercializzazione del marchio mandavano nel dimenticatoio le infatuazioni da sfilata.

@streetmag

Una foto pubblicata da VETEMENTS (@vetements_official) in data:

But that waiting made sense to the experts, for instance for the choices of buyers and production. Now everything must be done before the show, implementing a sort of bet on the requirement. The chat on the quantities of goods is explained by Guram Gvasalia to Vogue.com: “This means that every product in the collection will be part of a limited edition. No reassortment. One delivery. The true definition of luxury is something scarce. It would be interesting to bring the luxury to its original meaning.”

Ma quell’attesa aveva un senso per gli addetti ai lavori, ad esempio per la scelte dei buyer e la produzione. Ora deve essere fatto tutto prima dello show, attuando una sorta di scommessa sul fabbisogno. Il discorso sui quantitativi di merce viene liquidato da Guram Gvasalia a Vogue.com : “Questo significa che ogni prodotto della collezione sarà parte di una limited edition. Nessun riassortimento. Una sola consegna. La vera definizione di lusso è qualcosa di scarso. Sarebbe interessante riportare il lusso al suo significato originale”.

Una foto pubblicata da VETEMENTS (@vetements_official) in data:

All this is seen as an excellent means to overcome fast fashion, or at least in part, because the copy is done already by the research of cool hunting and the study of trends. A sort of espionage at the base that will always be difficult to fight, considering that social media are indispensable in promotional key but represent a dangerous source for spreading of confidential information. And why not, even at the risk of the purchaser become accustomed to the novelty, thus being increasingly bored and capricious.

Il tutto viene anche inteso come un ottimo mezzo per contrastare il fast fashion, o almeno in parte, perché la copia avviene già dalle ricerche di cool hunting e dallo studio delle tendenze. Una sorta di spionaggio alla base che sarà sempre difficile da contrastare, considerando che i social media –croce e delizia contemporanei- sono indispensabili in chiave promozionale ma rappresentano una fonte pericolosa per diffusione di notizie riservate. E perché no, anche con il rischio di assuefare l’acquirente alla novità, risultando così sempre più annoiato e capriccioso.

@luckybsmith @valerykaufman @aymelinevalade @thedunstan #TFWSS16 #TOMFORD

Una foto pubblicata da TOM FORD (@tomford) in data:

This change was necessary, but now how will emerging designers sustain expensive productions prematurely? And this new policy won’t generate uncertainty in the consumer’s head? While this choice will bring economic benefits, as the reduction of expenses for male-female show and presentations of the various collections, on the other hand we have to evaluate the real economy consequences.

Questo cambiamento era necessario, ma ora i designer emergenti come faranno a sostenere spese di produzione anzi tempo? E finchè tutti brand non si allineeranno a questa politica non si genererà incertezza nella testa dei consumatori? Se da un lato questa scelta porterà vantaggi in termini economici, come l’abbattimento delle spese per show maschili-femminili e presentazioni delle varie collezioni, dall’altro dovremo valutare le conseguenze nell’economia reale.

TOM FORD SS16 Look 30 and Look 28 featuring @aymelinevalade and @valerykaufman. #TFWSS16 #TOMFORD

Una foto pubblicata da TOM FORD (@tomford) in data:

For now by the survey organized by Highsnobiety shows that 60% of the world’s population will agree on the change, for the rest: we’ll watch the horizon.

 Per ora dal sondaggio indetto da Highsnobiety risulta che il 60% della popolazione mondiale sia d’accordo sul cambiamento, per il resto: scruteremo l’orizzonte.

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