Share Ergo Sum

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Who is an old school blogger knows this: the fashion week was a real chore.

Agenda at hand and pen in the pocket were a must to pin all the feelings that the fashion shows suggest. And some perhaps considered “vintage” or “démodé” still do this. Including myself.

There was the utmost attention to detail, lines and colors that ran on the catwalk and then rush home as soon as possible and throw down all that we had in mind.

Like an illegal race to see who could post a well done review first, a race against time between fashion shows presentations and busy schedule that the fashion week involve.

Some of the most cunning and organized had into the pocket a compact camera to capture the most interesting moments and enrich notes and post with images stolen from that reality so fascinating. Nothing to do of course with the latest generation of smartphones that not only will allow you to take pictures from very high quality, not only give the opportunity to take a video of the entire fashion show but mostly (and this is perhaps the most important detail) give the opportunity to share instantaneously and in real time this material with the entire world. A look at what happens immediately on the catwalks, a reality filtered by lens of a mobile phone or a tablet that becomes the new frontier of information.

Needless to say how much magic we lose being hidden behind the screen of our i-phone, needless to reiterate the stupidity of sitting in the front row at a fashion show and see it by the camera of our i-pad. Sometimes we are true fashion-idiots.

Of course, we are very social, very updated and immensely trendy but we definitely lost the pleasure of observing a collection through the eyes of those who do it for passion.

Share ergo sum.

The reality is the one that appears on my Facebook wall, the reality is the one that appears on my instagram profile. Everything else simply never happened.

Unlimited way to selfie from fashion shows, destroyed from modifications in which you never know if the bad makeup is the result of excessive use of filters or simply a misguided attempt to impersonate a make-up artist.

Green light for comments like “cool”, “top” and “amazing” made by “cool”, “top” and “amazing” people that often have very little “cool”, “top” and “amazing” being.

How nice it would be less social and more socializing!

Versione Italiana

Chi appartiene alla vecchia scuola dei blogger questo lo sa bene: le fashion week erano un vero strazio.

Agenda sotto mano e penna nel taschino erano d’obbligo per appuntare tutte le sensazioni che le sfilate ci suggerivano. Alcuni, forse considerati “vintage” o “démodé” questo lo fanno ancora. Me compreso.

C’era la massima attenzione ai dettagli, alle linee, ai colori che sfilavano in passerella per poi correre a casa il prima possibile e buttare giù tutto quello che passava per la mente.

Una sorta di gara clandestina a chi riusciva a pubblicare una recensione ben fatta per primo, una corsa contro il tempo tra sfilate, presentazioni ed i mille impegni che le fashion week comportano.

Alcuni tra i più scaltri e organizzati avevano in tasca una fotocamera compatta per immortalare i momenti più interessanti e arricchire appunti e post con immagini rubate da quella realtà così affascinante. Nulla a che vedere ovviamente con gli smartphone di ultima generazione che non solo permettono di scattare foto dalla qualità altissima, non solo danno l’opportunità di riprendere intere sfilate in video ma soprattutto (ed è forse questo il dettaglio più importante) danno l’opportunità di condividere istantaneamente ed in tempo reale questo materiale con il mondo intero. Uno sguardo immediato a ciò che accade sulle passerelle, una realtà filtrata dall’obiettivo di un cellulare o di un tablet che diventa la nuova frontiera dell’informazione.

Inutile sottolineare quanta magia perdiamo stando nascosti dietro lo schermo dei nostri smartphone, inutile ribadire la stupidità di sedere in prima fila ad una sfilata e vederla comunque dalla fotocamera del nostro tablet. A volte siamo dei veri fashion-idioti.

Certo, siamo molto social, estremamente aggiornati ed immensamente trendy ma abbiamo sicuramente perso il piacere di osservare una collezione con gli occhi di chi lo fa per passione.

Condivido ergo sum.

La realtà è quella che compare sulla mia bacheca di Facebook, la realtà è quella che appare sul mio profilo Instagram. Tutto il resto semplicemente non è mai accaduto.

Via libera quindi ai selfie da sfilata e alle foto distrutte dalle modifiche nelle quali non si capisce mai se il trucco pessimo è il risultato di un eccessivo uso dei filtri o semplicemente un maldestro tentativo di spacciarsi per make-up artist.

Via libera a commenti come “cool”, “top” e “amazing” da persone “cool”, “top” e “amazing” che spesso di “cool”, “top” e “amazing” hanno veramente poco.

Quanto sarebbe bello essere meno social e più sociali!

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