Is our future OFFLINE?

Social

We bring you in the past, when the Australian model Essena O’Neil (influencer on Instagram) moved an earthquake in the world of social media.

From her account – followed by 574.000 – announced “Without realizing it for most of my teenage years I was dependent on the approval of others, and by my physical appearance. Social media, especially as I used them, they are not real. “ A social media manager dies every time you read this sentence.

Seriously, the reaction is the result of a consideration unfortunately very true: social – and specifically Instagram – is selling a perfect world that often is not real. How to defend against this condition? With a ton of critical sense.

Vi riportiamo a qualche mese fa, quando la modella australiana Essena O’Neil (influencer su Instagram) ha mosso un terremoto etico nel mondo dei social.

Dall’alto del suo account – seguito da 574mila – ha annunciato “Senza rendermene conto per gran parte della mia adolescenza sono stata dipendente dall’approvazione degli altri e dal mio aspetto fisico. I social media, soprattutto come li usavo io, non sono reali”. Un social media manager muore ogni volta che si legge questa frase.

Scherzi a parte, la reazione è frutto di una considerazione purtroppo molto vera: i social – e nello specifico Instagram – vendono un mondo perfetto che spesso non è reale. Come fare per difendersi da questa condizione? Con una tonnellata di senso critico.

Who doesn’t lack to Zack James, former YouTuber and now CEO of a company that deals with social media (the Rise9), accusing Essene “It isn’t true that the company are liars, you are a liar by selling ‘ images that does not reflect reality. “ So this mismanagement? We don’t know the answer, but what is certain is that after the destruction of its account the Australian model is no longer able to pay her rent and asks money, always via the internet. Controversial that actually gives us food for thought much deeper on what the fate of the social networks and their relationship with the younger generation, the generation Z, as it was christened by Id Magazine. The parallel = social misery that seems to be spreading among the Millennials, who are increasingly willing to move offline and reconnect to reality. An example can be that simple and immediate reality of Twitter, a couple of years ago in that social was developing a parallel world of discussion and aphorisms, many accounts with thousands of followers dispensed pearls of wisdom and now the cosmic void, or almost. Who made it a matter of business it is now forced to diversify and those who believed himself a social-celebrity now has to make a living. 

Che non manca di certo a Zack James, ex Youtuber e ora amministratore delegato di una società che si occupa di social media (la Rise9), che accusa Essena “Non è vero che i social sono bugiardi, sei tu a essere bugiarda vendendo un’immagine che non rispecchia la realtà”. Si tratta quindi di cattiva gestione? La risposta noi non la sappiamo, ma quel che è certo è che dopo aver smantellato il suo account la modella australiana non è più in grado di pagarsi l’affitto e chiede una colletta, sempre via internet. Personaggio controverso che in realtà ci offre uno spunto di riflessione ben più profondo su quale sia il destino dei social ed il loro rapporto con le generazioni più giovani, la generazione Z, così come è stata battezzata da I-d Magazine.Il parallelismo social = infelicità sembra che si stia diffondendo tra i millennial, che sono sempre più disposti a spostarsi offline e riconnettersi alla realtà.Un esempio semplice ed immediato può essere quello della realtà di Twitter, un paio di anni fa in quel social si sviluppava un mondo parallelo fatto di discussioni ed aforismi, numerosi account con migliaia di follower dispensavano perle di saggezza – molto spesso abbinate a markette – ed ora il vuoto cosmico, o quasi. Chi ne faceva una questione di business ora è costretto a diversificare e chi si credeva una social-celebrità ora deve farsi una vita.

There is nothing zen about trying look zen, taking a photo of you trying to be zen and proving you’re zen on Instagram ❤️❤️ Una foto pubblicata da Essena O’Neill (@essenaoneill) in data:

In the real world it is not all that easy, whether to become virtual friends just a click, in everyday life you have to try harder. Cultivate relationships and break down prejudices cultural and physical.

The co-working is one of those solutions that embrace this philosophy, share a space for recreation or business is the industry’s first intelligent generation of Millennials.

If living together (co-living) is too extreme, some opt for a less drastic change, how to hide your phone during a dinner with friends, or accept a call instead of sending an impersonal message. Small gestures to return to the ’80s.

Nel mondo reale non è tutto così facile, se per diventare amici virtuali basta un clic, nella vita di ogni giorno bisogna impegnarsi di più. Coltivare i rapporti ed abbattere i pregiudizi culturali e fisici.

Il co-working è una di quelle soluzioni che abbracciano questa filosofia, il condividere uno spazio a scopo ricreativo o lavorativo è la prima soluzione intelligente della generazione dei millennial.

Se il vivere assieme (co-living) è una scelta troppo estrema, alcuni optano per un cambiamento meno drastico, come nascondere il tuo telefono durante una cena con amici, o accettare una chiamata al posto di mandare un messaggio impersonale. Piccoli gesti per tornare agli anni ’80.

A generation that has an important task: integrating new media with living authentic.

Shares weighted and one more step in real life.

In the end the man is a social animal.

Una generazione che ha un compito importante: quello di integrare i nuovi mezzi di comunicazione con il vivere autentico.

Condivisioni ponderate ed un passo in più nella real life.

Alla fine l’uomo è un animale sociale.

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