New season trend: Moschino and the junk fashion

moschino

Guess who’s coming to dinner. Ronald McDonald, Coco Chanel and even SpongeBob. Special menu: junk fashion. To do the honours, a brilliant Jeremy Scott who entertains the guests with the most incredible and not-so-much unexpected FW collection by Moschino.

Moschino

For his first Milanese runway, the new creative director of the maison goes the whole hog, retrieving from the past with a modern enthusiasm. Actually, nothing already seen, but what has been proposed is a trash and at the same time chic juxtaposition, where food fashion plays the lord and the master, with a sartorial taste.
The memorable Chanel suits are dyed of the iconic colours of the most famous fast food of the world, while funny burger boxes become stylish cross body bags served on dishes. The result is a surely funny, certainly brilliant but most of all ingenious game of style.

Moschino

Jeremy, who knows the consumer culture, bombards his dresses with pure marketing messages (drink Moschino, cow cash) and blazing logomania where the Moschino lettering loses its kitsch touch and acquires a sexy-glam allure.

Even for the eveningwear, the dresses blend conventional fabrics (otherwise said, silk) with prints, colours and pop inspirations, coming alive from chocolate, candy and chips cartons.
So, Moschino comes back to the future, with its satirical nature but with a different je ne sais quoi, that tastes of pop, modern but traditional with something more, or as Jeremy said “This is the new flavour”.

Moschino

Versione Italiana

Indovina chi viene a cena. Ronald McDonald, Coco Chanel e pure Spongebob. Menu della serata: junk fashion. A fare gli onori di casa un geniale Jeremy Scott che intrattiene gli ospiti con la più stupefacente e non-poi-così-tanto inaspettata collezione Autunno Inverno per Moschino.

Moschino

Per la sua prima sfilata milanese, il nuovo direttore creativo della maison fa le cose in grande, ripescando dal passato ma con l’entusiasmo dei giorni nostri. Niente di già visto, insomma, anzi, quello che viene proposto è un accostamento trash e allo stesso tempo chic dove a farla da padrona è un food fashion esasperato d’ispirazione sartoriale. Gli storici tailleur Chanel si tingono dei colori iconici del fast food più famoso al mondo, mentre burger box divertenti si trasformano in tracolle di stile servite su piatti (forse non d’argento, ma sicuramente chic). Il tutto in un gioco sicuramente funny, decisamente brillante ma soprattutto geniale.

Moschino

Jeremy, che di consumer culture ne sa qualcosa, tempesta i suoi abiti di messaggi puramente marketing, ma estremamente d’impatto (drink moschino, cow cash), oltre a una logomania divampante dove il lettering Moschino perde l’aria kitsch e assume un’allure tanto sexy quanto glam.

Anche per la sera, gli abiti proposti fondono tessuti convenzionali (seta à gogo) con stampe, colori e ispirazioni pop, prendendo vita dalle confezioni di cioccolata, caramelle e patatine.
Moschino, quindi, ritorna al futuro, con quella sua aria un po’ satirica, ma con un non so che di diverso, che sa di pop, di moderno e tradizionale con un tocco in più, o come direbbe Scott stesso “This is the new flavour”.

Moschino

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