Men style: the new double-breasted

the new double-breasted

Once upon a time there was the double-breasted jacket. And still there is now, but more stylish and intense than ever.
A manswear item par excellence (one of the few that has hardly been passed down to the female counterpart), which has always been a symbol of elegance, formality and sartoriality, now the four-button (or six) jacket revives a second life thanks to the aesthetic and functional reinterpretations that talk about a new contemporary gentleman.

A man that isn’t just a businessman, a dandy or a gangster anymore, but he’s a true man (and not a boy, this should be clear) with a strong sense of aesthetics, who’s free to choose the right combinations basing on his taste and preferences, but without losing that innate aplomb that only this item can give.
So, without losing its allure, the new double-breast calls for creative matches (with knitwear, unbutton shirts, t-shirts and even denim) and a more essential and clean design, with relaxed silhouettes and over cuts which are never bulky since it’s always balanced with the whole and functional.

Lanvin

For example, Lanvin gives its double-breasted jackets and coats a new urban and at the same time sporty look, for a result which is both retro and futuristic, where models are relaxed but never equal to each other, passing from leather to wool, in a collection which is unpredictable and never banal.

On the other hand, Paul Smith follows the trend creating coats with soft cuts, but it amazes with the perfect combination of fabrics and ethnic prints with rock shades, just like Emporio Armani does, relying on textures which give pea coats a strong character and experiencing a brand new silhouette, more bulky but always neat.

Even E. Tautz interpretation is perfect, which goes back to the original military models in order to create new ones with sartorial taste with a strong sense of aesthetics, thanks to the original experimentations, where tartan merges with impact graphisms and monochrome and where design is the protagonist, in a more theatrical but always functional version, in line with the tradition.

Emporio Armani

Versione italiana

C’era una volta il doppiopetto. E c’è ancora oggi, più stiloso e intenso che mai.
Capo maschile per antonomasia (uno di quei pochi difficilmente non tramandati anche alla controparte femminile) che da sempre è simbolo di eleganza, formalità e sartorialità, la giacca dalla chiusura a quattro (o sei) bottoni simmetrici oggi rivive una seconda vita, grazie a reinterpretazioni estetiche e funzionali che parlano di un nuovo gentleman contemporaneo.

Un uomo che non è più solo o per forza un businessman o un dandy, ma è un uomo (e non un ragazzo, nota bene) dall’elevato senso estetico, libero di scegliere gli abbinamenti in base ai propri gusti, ma senza perdere quell’aplomb innato che il capo sa conferire.
Senza perdere l’allure che lo contraddistingue, il nuovo doppiopetto prevede, quindi, abbinamenti creativi (con maglieria, camicie sbottonate, t-shirt e jeans) e un design decisamente più essenziale e pulito, con silhouette rilassate, dai tagli over, ma mai ingombranti, perché sempre equilibrati con il tutto e comunque funzionali.

Givency

Lanvin, per esempio, conferisce a giacche e cappotti doppiopetto uno nuovo stile urbano e al contempo sportivo, in un insieme che è retrò e futuristico allo stesso tempo, dove i modelli sono sì rilassati, ma mai uguali tra di loro, variando dalla pelle alla panno di lana per un risultato che non è mai prevedibile o banale.

Paul Smith, invece, segue il trend creando cappotti dai tagli morbidi, ma stupisce con i materiali e le stampe dal gusto etnico, ma dalle sfumature rock, grazie all’accostamento di colori e tessuti, proprio come fa Emporio Armani che, puntando sulle texture, dà carattere ai pea coat sperimentando una nuova silhouette più ingombrante ma comunque pulita.

Perfetta anche l’interpretazione di E. Tautz che si rifà ai modelli originali della tradizione militare per creare modelli non solo sartoriali, ma dall’elevato gusto estetico, grazie a sperimentazioni originali, dove il tartan si fonde con i grafismi d’impatto e i monocromi, e dove il design è il protagonista, in una versione più teatrale ma sempre e comunque funzionale, nel rispetto della trazione.

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