Prince, from music to fashion

Prince

Prince was very much more than a musician. He has strongly influenced our pop culture with funk optimism injections, skipping stereotypes and anticipating issues that only in 2014 we got to evaluate. Gender, for example. Prince Rogers Nelson has left us, like David Bowie, in this accursed 2016. He has always refused to adhere to the kinds of clothing, as well as refused to accede to those musical, which meant wandering in the suggestions, and not immediately jump to conclusions. In this way he wore female kitsch elements – lace, ruffles, sequins and even high heels – and turned them into vehicles of male sex appeal, and succeed. The high heels were the leitmotif of his wardrobe for four decades, the consistent foundation on which he built all kinds of style. He has worn them with anything: the Purple Rain’s Baroque Brocade, the trench coat and panties, pastel dresses, hippie tunics at Coachella or those of metallic gold.

Prince era molto molto di più di un musicista. Ha influenzato prepotentemente la nostra cultura pop con iniezioni di ottimismo funk, saltando gli stereotipi ed anticipando tematiche che solo nel 2014 siamo arrivati a valutare. Il gender, ad esempio. Prince Rogers Nelson ci ha lasciati, come David Bowie, in questo maledetto 2016. Si rifiutò da sempre di aderire ai generi di abbigliamento, così come ha rifiutato di aderire a quelli musicali, il che significava vagare nelle suggestioni, e non saltare immediatamente alle conclusioni. In questo modo ha indossato gli elementi kitsch femminilipizzi, balze, paillettes ed addirittura tacchi alti – e li ha trasformati in veicoli di sex appeal maschile, riuscendoci. l tacchi alti sono stati il filo conduttore del suo guardaroba per i quattro decenni, la base consistente su cui ha costruito tutti i tipi di stile. Li ha indossati con qualunque cosa: il broccato barocco di Purple Rain, il trench e gli slip (e basta), abiti pastello, tuniche hippie a Coachella o quelle più preziose di oro metallico.

Prince-in

1.Slip On Marc Jacobs; 2.Top Haider Ackermann; 3.Marc Jacobs Jacket; 4.Marc Jacobs Wallet; 5.Marc Jacobs Ankle Boots; 6.Lace Ruffle Top Faith Connexion; 7. Leggins Saint Laurent

He had worn them so much that it is rumored that both appeal to the hip surgery to endure the pain, but not put them to look taller, but because “women love ‘em”. Prince wore heels in their native sense: as a symbol of power and royalty reserved to the male sex. While for women they became an accessory from 1600-1700. In fact the more immediate understanding is that it is an anticipation of the kind gender fluidity to the present day, and sees Prince as a visionary. Perhaps Hedi Slimane for Saint Laurent’s collection for autumn 2015 has not invented anything. The pants all fringes? They were pre-Balmain, of course. And then purple, which in fact remains a mystery, since 1984 with Purple Rain conquered the charts. Purple was also the exercise book where he wrote the songs. Purple were all tributes after his death, the stadium of the Minnesota Twins and even the Google doodle. Even NASA has dedicated a purple nebula. We will remember him forever for that mystical color and of course songs. A man who revolutionized his time, a forerunner of suggestions that we still have to live.

Li aveva indossati così tanto che si vocifera che sia ricorso alla chirurgia dell’anca per sopportare il dolore, ma non li metteva per sembrare più alto, ma perché “piacciono alle donne”. Prince indossava i tacchi nella loro accezione nativa: come simbolo di potere e regalità riservata al sesso maschile. Mentre per le donne diventarono accessorio solo dal 1600-1700. In realtà la lettura più immediata è che si tratta di un’anticipazione della fluidità di genere ricercata ai giorni nostri, e che vede Prince come visionario. Forse Hedi Slimane per la sua collezione di Saint Laurent per l’autunno 2015 non si è inventato nulla. I pantaloni tutti frange? Era pre-Balmain ovviamente. E poi il colore viola, che di fatto resta un mistero, dal 1984 con Purple Rain conquistava le classifiche. Viola era anche il quaderno su cui scriveva le canzoni. Viola sono stati tutti i tributi dopo la sua morte, lo stadio dei Minnesota Twins e persino il doodle di Google. Addirittura la Nasa gli ha dedicato una nebulosa viola. Lo ricorderemo per sempre per quel colore mistico, ma soprattutto le sue canzoni. Un uomo che ha rivoluzionato la propria epoca, anticipatore di suggestioni che ancora dobbiamo vivere.

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