HOTTEST FASHION AUTUMN EVER

Alber Elbaz

A hot autumn, that kind is difficult to forget.

Take away eyes from the thermometer, we are talking about the latest news from the world of fashion.

We left the latest exploits of the fashion week, Alessandro Michele who has made our heart beating at Gucci and the lukewarm debuts of Giorgetti (at Pucci) and Dundas (at Cavalli). You thought was time to relax, but you were wrong.

In recent weeks it happened everything.

Gvasalia at Balenciaga.

Raf Simons goes to Dior.

Lanvin has fired Alber Elbaz after 14 years of love.

It seems that someone very top, is plotting the fashion system. Freshen general, as if 14 years of honorable service (and 10% of the capital) can not hope to meet the sales.

The reasons do not seem so clear, one of the most famous brands of haute couture French designers leave their town to go in search of something new, and perhaps more salable.

Since this move has unleashed the full-designer, who even at the races.

Those who have already declared with certainty that the Israeli designer will end at Dior, and those who see it withdrawn from the scene for a while.

We’ll see who will be right, but digging deep in the dynamics of these movements, perhaps are moved by a common motivation: the depletion of creativity due to the acceleration of the requests.

The fashion world in recent years has undergone a radical change, due to the inclusion of fast fashion competitors, the use of media that make us live the evolution in real time and demands, increasingly pressing, of invoiced satisfactory, probably due to a more demanding but also easily annoiabile audience.

It’s a self-sustaining vicious circle there is no doubt, but what is the solution to keep these rhythms?

Alber Elbaz

Presenting six collections a year, all high-level and cutting edge is not easy. The creativity of ditching easily and, even more easily, it does not sell well.

And then it seems easy to replace designers, with new designer, who seems able to support the ever-increasing pace.

The real question is to sell clothes is more important than creativity?

This question does not know the answer, but as reported by Elbaz in a recent speech, “I need more time. And I think everybody in fashion these days needs just a little more time“.

A very salient issue in the world of fashion, in fact, Raf Simons, leaving Dior said “Loudness is the new thing. Loudness is the new cool, and not only in fashion. I prefer whispering. I think it goes deeper and lasts longer“.

Perhaps the slowness is the future, a ploy to allow the fashion of a desire which it pioneered.

As for the succession of Elbaz from Lanvin we are beginning to rumor of emerging designers like Olivier Rousteing, Simone Rocha, Huishan Zhang and Joseph Altuzarra.

The pawns are in play, now we’ll see the next move.

Lanvin

Versione Italiana

Un autunno caldissimo, di quelli che difficilmente si dimenticheranno.

Staccate gli occhi dal termometro, stiamo parlando delle ultime notizie dal mondo della moda.

Ci eravamo lasciati con gli ultimi exploit dalle fashion week, Alessandro Michele che ci ha fatto battere il cuore da Gucci ed i tiepidi esordi di Giorgetti (da Pucci) e Dundas (da Cavalli). Pensavate di adagiarvi sugli allori e invece no.

Nelle ultime settimane è capitato di tutto.

Gvasalia da Balenciaga.

Raf Simons se ne va da Dior.

Lanvin licenzia Alber Elbaz dopo 14 anni di amore.

Sembra che qualcuno, molto dall’alto, stia macchinando il sistema moda. Una rinfrescata generale, come se 14 anni di onorato servizio (ed il 10% del capitale) non bastino più per soddisfare le vendite.

Le motivazioni non sembrano poi così chiare, uno dei brand più famosi dell’haute couture francese abbandona il proprio designer storico per andare alla ricerca di qualcosa di nuovo, e forse più vendibile.

Da questa mossa si è scatenato il toto-stilista, che neanche alle corse dei cavalli.

Chi ha già decretato con certezza che il designer israeliano finirà da Dior, e chi lo vede ritirato dalle scene per un certo periodo.

Vedremo chi avrà ragione, ma scavando nel profondo di questi movimenti le dinamiche forse sono mosse da una motivazione comune: l’esaurimento della creatività dovuto all’accelerazione delle richieste.

Il mondo della moda, negli ultimi anni ha subito un radicale cambiamento, dovuto all’ingresso del fast fashion come competitor, l’utilizzo di mezzi di comunicazione che ci fanno vivere l’evoluzione in tempo reale e le richieste, sempre più incalzanti, di fatturati soddisfacenti, dovuti probabilmente ad una clientela più esigente ma soprattutto facilmente annoiabile.

Che sia un circolo vizioso autosostenuto non ci sono dubbi, ma qual è la soluzione per mantenere tali ritmi?

Alber Elbaz

Presentare 6 collezioni all’anno, tutte di livello elevato ed avanguardia non è facile. La creatività si affossa facilmente ed, ancora più facilmente, non si vende bene.

Ed ecco che sembra facile sostituire i designer, con nuovi designer, che sembra possano sostenere i ritmi sempre più serrati.

Il vero interrogativo è vendere vestiti è più importante della creatività?

A questa domanda non sappiamo rispondere, ma come denunciato da Elbaz in un suo recente discorso “I need more time. And I think everybody in fashion these days needs just a little more time.

Un tema molto sentito nel mondo della moda, infatti Raf Simons, abbandonando Dior ha dichiarato “Loudness is the new thing. Loudness is the new cool, and not only in fashion. I prefer whispering. I think it goes deeper and lasts longer”.

Forse la lentezza sarà il futuro, un escamotage per permettere alla moda di uscire da un desiderio da essa stessa creato.

Per quanto riguarda la successione di Elbaz da Lanvin si comincia a vociferare su designer emergenti come Olivier Rousteing, Simone Rocha, Huishan Zhang and Joseph Altuzarra.

Le pedine sono in gioco, ora vedremo la prossima mossa.

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