Demna Gvasalia + Balenciaga shocks the fashion system

DEMNA GVASALIA

For once, imagine you are a fashion editor, by going through a month of fashion shows and finally-be seated by Miu Miu. Last stage of your damn week. And there comes the news of the year “Demna Gvasalia will be the next creative director of Balenciaga.”

Boom.

The world of those who know something in fashion has split into two camps, that even Moses with the water. Who uncorked Moet Chandon for the beginning of a new era in the name of the underground luxury and those who remained irreconcilable with a question mark: which is the link between Demna Gvasalia and Balenciaga?

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The average user probably has realized a 20% of the lines written above and continues to drool at the memory of Balenciaga’s bags, the more mainstream product of the fashion house.

But let’s step back: Who is Demna Gvasalia?

Demna is a 34 year-old Georgian, after earning a degree in economics, he decided to enroll at the Royal Academy of Fine Arts in Antwerp. After some time he worked for Louis Vuitton and Maison Margiela, and last year founded his own brand Vetements. A collective of seven anonymous designers Gvasalia which is the only face. A real breath of creativity, made of deconstruction and reuse of materials, oversize cuts and the need to feel good women in what they wear.

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The last round of suburban streetwear Vetements thought we had in Paris a few weeks ago when models walked in a Chinese restaurant. This mixture of anonymity and creativity intrigued, and probably the legacy of Margiela is also made of this. Enough to have arrived among the finalists of the LVMH Young Fashion Designers Prize this year.

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To all this we now add the legacy of a luxury brand, founded in 1919. Never before in these cases the line between “refresh a line” and “clear identity” are so close, but it seems that the group is willing Kering to risk. As they had done with Alessandro Michele and Gucci, winning their bet.

The next fashion week we will have the answers to all our questions, in the meantime we continue to dream on.

 

VERSIONE ITALIANA

Per una volta, immaginate di essere un fashion editor, di aver attraversato un mese di sfilate incalzanti ed essere –finalmente- seduti da Miu Miu. Ultima dannatissima tappa della vostra settimana. E vi arriva la notizia dell’anno “Demna Gvasalia sarà il prossimo direttore creativo di Balenciaga.”

Boom.

Il mondo di chi ne sa qualcosa di moda si è scisso in due fronti, che neanche Mosè con le acque. Chi ha stappato Moet Chandon per l’inizio di una nuova era all’insegna dell’underground lussuoso e chi è rimasto con un punto interrogativo insanabile: cosa c’entra Demna Gvasalia con Balenciaga?

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L’utente medio probabilmente ha capito un 20% delle righe scritte qui sopra e continua a sbavare pavloniamente al ricordo delle meravigliosissime borse di Balenciaga, il prodotto più mainstream della maison.

Ma facciamo un salto indietro: Chi è Demna Gvasalia?

Demna è un 34enne georgiano che, dopo aver conseguito una laurea in economia, ha deciso di iscriversi alla Royal Academy of Fine Arts di Anversa. Dopo qualche tempo ha lavorato per Louis Vuitton e Maison Margiela, e lo scorso anno ha fondato il proprio brand: Vetements. Un collettivo di sette designer anonimi di cui Gvasalia è l’unico volto. Una vera e propria ventata di creatività, fatta di destruttarazioni e riuso dei materiali, tagli oversize e la necessità di far sentire bene le donne in ciò che indossano.

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L’ultima prova del suburban streetwear pensato da Vetements l’abbiamo avuta a Parigi qualche settimana fa, quando ha fatto sfilare modelle e modelli in un ristorante cinese. Questo misto di anonimato e creatività ha incuriosito, e probabilmente l’eredità di Margiela è fatta anche di questo. Tanto da essere arrivati tra i finalisti del LVMH Young Fashion Designer Prize quest’anno.

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A tutto ciò ora aggiungiamo l’eredità di una marchio di lusso, fondato nel 1919. Mai come in questi casi il confine tra “rinfrescare una linea” e “cancellare un’identità” sono così vicini, ma sembra che il gruppo Kering sia disposto a rischiare. Come aveva fatto con Alessandro Michele e Gucci, vincendo la propria scommessa.

La prossima fashion week avremo le risposte a tutti i nostri dubbi, nel frattempo continuiamo a fantasticare.

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