look forward: cruise 2016

Cruise 2016

The Cruise Collection is a middle ground where occasional fashion people lost irretrievably.

It is not about collections suited to boat trips, or to drink at the beach game. Do not force yourself to do acrobatic associations and stay with our feet on the ground, that the marketing calls. With ballast made of fast fashion buyers and growing impatient, the fashion world has to invent a sixth gear to mesh requests, offering inter-seasonal collections. So much that no longer exist between seasons, and “with this climate what could I wear!?”.

The coup teacher is also in the fact that they are sold longer than any other seasons and presentation events are often in atypical location, consider for example Dior at the Palais Bulles of Pierre Cardin, Gucci in the middle of New York or Louis Vuitton in Palm Spring. The atmosphere is more relaxed and outside the logic of neurotic fashion week.

It seems that the choice of location is crucial, an essential accessory to exalt exceedingly every creation. A give and take that exalts the final concept.

#Gucci.

Gucci

Alessandro Michele has turned. After initial skepticism, since the end of the Frida Giannini’s era, he has given way to the deepest admiration. A dynamic and vibrant collection, staged in the most vital New York. Strong references 70s, with spikes 50s, a whirlwind of ideas that have shocked the international press. Continued ambiguity male-female began in previous presentations, but here Michele holds out his hand man in the street, so that the parade starts right in Manhattan’s Chelsea neighborhood, a handful of streets between the Tenth and Ninth Avenue. The location is a repository of the Dia Foundation, broken wooden chairs on a black floor with Persian carpets. A real fashion, that gives a nod to the sales. A gamble, creative and well-kept. A courageous choice that we can only estimate

# MM6 Maison Margiela.

MM6

After the blessing of Renzo Rosso, John Galliano has been redeemed. This is demonstrated by the collections for Maison Margiela and his apology to the Jewish community. The cruise in 2016 was presented in a non-place. Indefinite. The proposals are a concert of overlapping and reversals, skirts, trousers, bras on jerseys. At first glance it remains almost flabbergasted, but in the second review it fully understands the genius. You set foot in a world without rules where individual leaders are united in a striking building, you can wear it in two ways, leaving room for subjectivity. A playful and ironic vision, sprinkling of melancholy.

#Calvin Klein

Calvin Klein

The minimalism of Calvin Klein is also reflected in the choice of location, basic, white and clean in every detail. This collection Francisco Costa has collaborated with artist Alice Lancaster. A mix of lines 20s and sporty aesthetic, seems inconceivable. But the clever use of technical materials and fine elevated the collection to a new level sporty-chic. The pallette of colors is not far from black and white, leaving talk forms.

#StellaMcCartney


Stella McCartney

Stella created for women, can always produce what our brains had not yet begun to be desired. Speaking of accessories, cruise in 2016 presented the footwear that we already know will be best sellers. Leather, contoured shape, no laces and convenience shouted. That elegance is not trivial, it is all too easy to wear. The models can be found in front of a destroyed wall, impeccable. Nodes and large embroidered flowers embellish the collection. Stella never disappoints.

Versione Italiana

Le Cruise Collection sono una terra di mezzo in cui il modaiolo occasionale si perde irrimediabilmente.

Non si tratta di collezioni adatte alle gite in barca, o al gioco aperitivo in spiaggia. Non sforzatevi di fare associazioni funamboliche e rimanete con i piedi per terra, che il marketing chiama. Con una zavorra fatta di fast fashion e acquirenti sempre più impazienti, il mondo della moda ha dovuto inventarsi una sesta marcia per ingranare le richieste, proponendo delle collezioni interstagionali. Alla faccia che non esistono più le mezze stagioni, e il “con questo clima cosa mi metto!?”.

Il colpo di maestro sta anche nel fatto che sono vendute più a lungo di tutte le altre stagioni e gli eventi di presentazione sono spesso in location atipiche, si consideri ad esempio Dior al Palais Bulles di Pierre Cardin, Gucci nel bel mezzo di New York o Louis Vuitton a Palm Spring. Il clima è più rilassato e fuori dalle logiche delle nevrotiche fashion week.

Pare che la scelta della location sia determinante, un accessorio indispensabile per esaltare oltremodo ogni creazione. Un dare-avere che esplode il concept finale.

#Gucci.

Gucci

Alessandro Michele ha svoltato. Dopo lo scetticismo iniziale, dato dalla fine dell’era firmata Frida Giannini, ha lasciato spazio alla più profonda ammirazione. Una collezione vibrante e dinamica, inscenata nella più vitale New York. Forti richiami anni ’70, con picchi anni ’50, un tourbillon di suggestioni che hanno scioccato la stampa internazionale. Continua l’ambiguità maschile-femminile iniziata nelle precedenti presentazioni, ma qui Michele tende la mano all’uomo della strada, tanto che la sfilata inizia proprio a Manhattan, quartiere di Chelsea, ad un manciata di strade tra la Decima e la Nona Avenue. La location è un deposito della Fondazione Dia, file scomposte di sedie di legno nero su un pavimento di tappeti persiani. Una moda reale, che strizza l’occhio alle vendite. Un azzardo, curatissimo e creativo. Una scelta coraggiosa che non possiamo che stimare

#MM6 Maison Margiela.

MM6

Dopo la benedizione di Renzo Rosso, John Galliano è stato redento. Lo dimostrano le collezioni per Maison Margiela e le sue scuse alla comunità ebraica. La cruise 2016 è stata presentata in un non-luogo. Indefinito. Le proposte sono un concerto di sovrapposizioni ed inversioni, gonne su pantaloni, reggiseni su maglie. A prima vista si rimane pressoché basiti, ma alla seconda revisione se ne comprende a pieno la genialità. Si mette piede in un mondo senza regole in cui i singoli capi si uniscono in una costruzione suggestiva, si possono indossare in due modi, lasciando spazio alla soggettività. Una visione giocosa ed ironica, spolverata di malinconia.

#CalvinKlein

Calvin Klein

Il minimalismo di Calvin Klein si rispecchia anche nella scelta della location, essenziale, candida e pulita di ogni dettaglio. Per questa collezione Francisco Costa ha collaborato con l’artista Alice Lancaster. Un mix di linee anni ’20 ed estetica sportiva, sembra inconcepibile. Ma il sapiente uso di materiali tecnici e pregiati ha elevato la collezione ad un nuovo livello sporty-chic. La pallette di colori non si discosta molto dal bianco e nero, lasciando parlare le forme.

#StellaMcCartney

Stella McCartney

Stella crea per le donne, riesce a sempre a produrre ciò che il nostro cervello non aveva ancora iniziato a desiderare. Parlando di accessori, nella cruise 2016 ha presentato delle calzature che sappiamo già saranno best seller. Pelle, forma sagomata, no lacci e comodità urlata. Quell’eleganza non banale, che è fin troppo facile da indossare. Le modelle si trovano davanti ad un muro distrutto, impeccabili. Nodi ampi e fiori ricamati impreziosiscono la collezione. Stella non delude mai.

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