MMFW: 5 THINGS WE’VE LEARNT, PLUS ONE

5_02_2016

Welcome back. Let’s officially kick off the most intense period of the year, which started with the just ended men’s fashion shows, leading the way to the women’s ones ahead.
So, among all the busy calendars, new and old trends, shots in and off the shows, here’s what we’ve learnt during this first wave of male fashion shows.

E si riparte. Diamo ufficialmente il via al periodo più intenso dell’anno, che si apre con la settimana delle sfilate maschili, appena conclusesi, che fanno da apripista a quelle donne a seguire.
E così, tra calendari fitti di appuntamenti, nuovi e vecchi trend, scatti dentro e fuori dagli show, ecco cosa abbiamo imparato in questa prima tornata di sfilate maschili.

CLASSIC VS. MODERN
What’s been clear is a well divided scenario, with collections which are a strict answer to the current deadlock and which taste of certainty, with their essential, defined and definitely wearable styles, make of classic colors, neat silhouettes and reassuring design, captained by Giorgio Armani and his deliberate timeless style. On the other hand, a decorative and opulent series which is an answer indeed to the current market, but which sounds more as a revolution, with exaggerated style and bohemian taste, strongly editorial, where colors are loud (Fendi, Moschino, Versace) and shapes are showy. Gucci docet, and a lot are following.

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CLASSIC VS. MODERN
Uno scenario spaccato evidentemente in due, con collezioni che sono una ferma risposta all’attuale momento di stallo e che sanno di sicurezza con stili essenziali, definiti e decisamente mettibili, dai colori neutri, le silhouette chiare e design rassicuranti, capitanate su tutte da Giorgio Armani, con il suo dichiarato e voluto stile senza tempo. Dall’altra parte, una sequenza decorativa e opulente che è comunque una risposta al mercato attuale, ma che sanno più di rivoluzione, con i loro stili esagerati, dal gusto bohemien, fortemente editoriali, dove i colori sono rumorosi (Fendi, Moschino, Versace) e le forme appariscenti. Gucci docet, e in molti lo seguono.

GUCCI IS THE NEW BLACK
Whether you like it or not, whether you find it genius or out of place, Gucci dominates these men’s runways (too!), taking its new philosophy forward which is now, after a year, a well-founded way of style. Goodbye to the seductive excess by Tom Ford and welcome to the romantic excess by Alessandro Michele. Once again, the 70s echo to the tune of laces and embroideries, with strong colors (a bit Schiaparelli) and esoteric themes, besides the legitimized bows. Languid and incisive.

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GUCCI IS THE NEW BLACK
Che vi piaccia o no, che lo troviate geniale o fuori luogo, Gucci domina le sfilate uomo (anche!), portando avanti la sua dichiarata filosofia che è ormai, dopo un anno esatto, uno stile di vita assodato. Addio agli eccessi seducenti di Tom Ford; benvenuti agli eccessi romantici di Alessandro Michele. Gli anni ’70 risuonano ancora a ritmo di pizzi e merletti, con colori forti, un po’ alla Schiaparelli, e motivi esoterici, oltre agli ormai sdoganati fiocchi. Languido ed efficace.

DIGITAL REVOLUTION
It’s a fact we’re living true and multiple revolutions. Twisted styles, frenzied rhythms and new rules. Style run in and off the shows, with trendsetters all over the world, influencers and strong characters laying down the law on the streets with likes on Instagram, so the runways adapt themselves. Just like seen during women’s shows, live streams, snapchats and Instagram shots are the rule even during the shows, with models parading with digital devices in their hands reporting them first all the new styles. This time was the turn of Dolce&Gabbana. Who’s on next?

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DIGITAL REVOLUTION
Che siamo di fronte a molteplici rivoluzioni è un dato di fatto. Stili stravolti, ritmi frenetici e regole nuove. Lo stile corre fuori dagli show, con trend setter, influencers e personalità a dettar legge in strada a suon di like su instagram, e le passerelle si adattano. Così come visto durante le sfilate donna, live stream, snapchat e instagram impazzano anche durante gli show stessi, con modelli che sfilano con digital devices alla mano per riportare prima di tutti i nuovi stili. Questa volta sono stati Dolce&Gabbana. I prossimi?

NO BOUNDARIES
Speaking about twisted rules and overtaken limits, these shows have proved again that there are no more boundaries. Nor gender, nor styles. Women are now appearing during men’s show more often than ever (from Bottega Veneta to Burberry, from Armani to Gucci), accompanying and completing male looks, demonstrating at the same time that gender is a distant memory and that, above all, rhythms are always more insistent, as they preview the new themes ahead, so to move with the times, maybe too much.

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NO BOUNDRIES
A proposito di regole sovvertite e limiti sorpassati, anche queste sfilate hanno dimostrato che non ci sono più confini. Né di genere, né di stile. Le donne compaiono sempre di più nelle sfilate uomo (o quasi in tutte: da Bottega Veneta a Burberry, da Armani a Gucci), accompagnando e completando i look maschili, a dimostrazione che il genere è ormai un lontano ricordo e che, soprattutto, i ritmi sono incalzanti e sempre più pressanti, volendo mostrare in anteprima i temi che verranno, per stare al passo con i tempi, ma forse un po’ troppo.

AND THE WINNER IS…
If Di Caprio doesn’t win the statuette for his interpretation in The Revenant, the consolation prize is that the movie is a box office and even a runway success. Its aggressive and a bit primitive styles invaded the next Fall Winter collections, with fur everywhere, reinterpreting coats, but even trousers (Dolce&Gabbana) and bags (Fendi). A bear hunters army following (and supporting) Leo.

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AND THE WINNER IS…
Se Di Caprio non prende la statuetta per l’interpretazione in The revenant, il premio di consolazione è che il suo film ha già sbancato il botteghino ma anche le passerelle. Stili graffianti, aggressivi e un po’ primitivi hanno pervaso le collezioni per il prossimo Autunno Inverno, con maxi pellicce, che reinterpretano cappotti e non solo, anche pantaloni (Dolce&Gabbana) e borse (Fendi). Un esercito di cacciatori di orsi al seguito di Leo.

GOODBYE AND GOOD LUCK
An icon without possible imitation. Personification of the style itself. These men’s shows opened with a goodbye to the biggest star of our time. Call him David Bowie, Ziggy Stardust, Thin White Duke. Or don’t even call him. Since his unique style has always spoken for him, having conditioned and keeping conditioning the past, present and future collections of every single designer. Burberry makes him a concrete tribute, since the day of his passing, before and after the show his songs played, while models paraded with a glittery stardust sprinkle to the cheekbones (besides the female model showing the writing Bo-Wie on her hands). In memory of an icon who has taught to the whole world the fashion goes beyond rules, trend and time.

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GOODBYE AND GOOD LUCK
Icona senza imitazioni possibili. Incarnazione dello stile stesso. Le sfilate uomo si aprono con l’addio alla più grande star dei nostri tempi. Chiamatelo David Bowie, Ziggy Stardust, Duca bianco. O non chiamatelo affatto. Perché a parlare di lui sono da sempre i suoi stili eccentrici che hanno influenzato e continueranno a influenzare le collezioni di ieri, oggi e domani. Un tributo concreto glielo fa Burberry, che nel giorno della sua scomparsa, durante la sfilata, fa suonare le sue canzoni, mentre i modelli sfilano con trucco glitterato sugli zigomi (oltre alla modello che mostra sulle mani la scritta Bo-Wie). In ricordo di un’icona che ha insegnato al mondo intero che la moda va oltre le regole, i trend e i tempi.

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